 La Ricerca scientifica
Le ricerche scientifiche realizzate sono a disposizione di studiosi, universitari e semplici appassionati. Particolarmente interessante lo studio sulla “dinamica temporale del paesaggio della Riserva tramite rilievi su foto aeree”: confrontando le foto del 1954 e del 1994 è stato possibile studiare l’evoluzione del paesaggio e ricostruire la carta dell’uso del suolo, elaborando i dati tramite GIS. Dai risultati emerge che il territorio della Riserva è interessato da fenomeni di evoluzione del paesaggio tipici dell’Abruzzo, come la ricolonizzazione spontanea da parte del bosco, la diminuzione dei coltivi in aree marginali e la semplificazione della struttura nelle zone coltivate. Dal confronto delle carte risulta che nella Riserva la forza erosiva che porta alla formazione dei calanchi sta diminuendo in alcune aree, probabilmente perché l’abbandono di molte coltivazioni e la conseguente ricolonizzazione naturale hanno rallentato l’erosione. Un altro studio ha analizzato la “presenza di mammiferi e di strigiformi nella Riserva”, utilizzando per i mammiferi censimento notturno con sorgenti di luce, percorsi diurni a piedi su transetti e questionari ai residenti; per gli strigiformi censimento al playback e ricerca di segni di presenza (residui di alimentazione, penne, nidi, borre). I dati hanno evidenziato una rilevante presenza di specie animali. Dai segni sul fango degli impluvi si può ipotizzare che essi, in estate e nelle ore più calde, utilizzano maggiormente questi ambienti, mentre nelle ore più fresche si spostano a valle, nei pressi di centri abitati, laghi artificiali e lungo il fosso Piomba. Con l’abbassamento della temperatura si sono ridotti proporzionalmente i segni di presenza dei mammiferi, che sono stati ritrovati in aree aperte e arate vicine a boschi o rifugi naturali. Durante i transetti diurni sono stati avvistati numerosi uccelli, che trovano in Riserva un importante sito di nidificazione, approvvigionamento alimentare e rifugio, essendoci numerosi ambienti di vegetazione impenetrabile. La ricerca sul “popolamento di micromammiferi nella Riserva tramite raccolta e analisi delle borre di strigiformi” è stata effettuata esaminando i crani di micromammiferi contenuti nelle borre dei rapaci notturni (Barbagianni, Civetta e Gufo comune). Sono state identificate nove specie di micromammiferi, come il Mustiolo e il Topo quercino. Rilevante è il ritrovamento dell’Arvicola di Fatio, la cui presenza in Abruzzo è stata accertata solo da studi molto recenti e limitati all’area della Maiella. Attualmente è in corso lo studio sulla “chirotterofauna dei calanchi”. Insettivori, i pipistrelli hanno un’importante funzione nel contenimento numerico delle loro prede: si alimentano di notevoli quantità di insetti, alcuni dei quali dannosi all’uomo, come le zanzare e i pappataci, o ai raccolti, come le temibili piramidi.Nonostante la carenza di studi, molti ricercatori ritengono che il numero di pipistrelli stia diminuendo, principalmente a causa di alterazioni ambientali provocate dall’uomo (forestali che eliminazione di alberi cavi, ristrutturazioni di vecchi edifici, trattamenti delle strutture in legno con sostanze chimiche tossiche, chiusura di grotte e cave abbandonate, azioni che limitano la disponibilità di siti di rifugio, ibernazione e riproduzione dei Chirotteri). L’impiego irrazionale di pesticidi in agricoltura, inoltre, provoca la riduzione e la contaminazione delle fonti alimentari.
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