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La Riserva

La Riserva Naturale Regionale Marina di Vasto si estende lungo la fascia litoranea meridionale del comune di Vasto per 3 Km di lunghezza e 180 metri di larghezza, fino al Giardino Mediterraneo di San Salvo, subito dopo il Fosso Buonanotte. La Riserva istituita con legge regionale n. 5 del 30 marzo 2007 comprende un’area di 57 ettari di cui 49 nel comune di Vasto e 8 nel comune di San Salvo. Il settore compreso all'interno del territorio comunale di Vasto è delimitato a nord-est dal mare Adriatico e a sud-ovest dall'area urbanizzata retrodunale. Nel settore sud-orientale è il torrente Buonanotte a segnare il confine tra Vasto e San Salvo, mentre nella parte nord-occidentale il confine del l’area protetta coincide con quello perpendicolare alla linea di costa della "Casa Sacro Cuore Oasi dell'Anziano". La fascia compresa tra la spiaggia e la ferrovia è intensamente occupata da costruzioni turistico-residenziali. Oltre la ferrovia, prevale il paesaggio agricolo con urbanizzazione scarsa e pochi nuclei boschivi, se non lungo i canali stagionali del bacino idrico del torrente Buonanotte. In direzione nord si entra nel centro storico di Vasto situato sul bordo della falesia. Verso sud si ritrova la stessa tipologia di paesaggio con la differenza che l’arenile è quasi totalmente occupato dagli stabilimenti balneari. Le uniche vie di comunicazione ecologica con l’entroterra passano attraverso il torrente Buonanotte e il fosso San Tommaso. Il fiume e l’area ripariale permettono la vita di specie animali e vegetali strettamente adattate all’ambiente acquatico, e anche di quelle che, per motivi trofici o per degrado degli habitat originari, trovano nel fiume una valida alternativa di habitat. Pertanto i fiumi, oltre che rappresentare un’importante risorsa idrica e un’intrinseca ricchezza di specie, sono elementi fondamentali del territorio che permettono la comunicazione ecologica tra aree di rilevante importanza naturalistica rimaste isolate per motivi geografici o d’interferenza antropica. La loro efficienza funzionale dipende soprattutto dalla qualità biologica delle loro acque. Le principali vie di comunicazione stradale di accesso alla Riserva la Strada Statale 16 Adriatica e l’Autostrada A14, uscite Vasto Nord e Vasto Sud. Dalla statale si accede alla riserva attraverso due ingressi principali: a nord dal parcheggio di Viale Duca degli Abruzzi e a sud, nel comune di San Salvo, attraverso il Lungomare C. Colombo. I confini con la Riserva coincidono esattamente con il Sito di Interesse Comunitario IT 7140109 che prevede 2 categorie di tutela e valorizzazione del territorio, la zona compresa tra l’area urbanizzata e il limite della fascia dunale di “conservazione integrale”, dove si applicano una serie di prescrizioni volte al mantenimento dei caratteri ambientali e al risanamento degli aspetti manomessi, e la fascia compresa tra la battigia e il piede delle dune, nella zona di “conservazione parziale” dove si applicano le stesse prescrizioni della zona precedente, ma con possibilità d’inserimento, in alcune aree, di livelli di trasformabilità che garantiscano, in ogni caso, il permanere dei caratteri istitutivi riconosciuti nell’area, la cui conservazione deve essere garantita e mantenuta. L’area del torrente Buonanotte è riconosciuta come Zona A3 di “conservazione parziale”. Con questa tipologia si indicano aree con beni culturali e ambientali sottoposti a tutela speciale. I Comuni di Vasto e San Salvo sono stati tra i primi enti locali in Abruzzo a dotarsi del Piano di Gestione del SIC. Il clima della Riserva è tipicamente continentale con un’escursione termica annua di circa 24°C (differenza tra la massima temperatura estiva e la minima invernale). Il torrente Buonanotte è un piccolo corso d’acqua che nasce a circa 200 m s.l.m. e percorre 10 km prima di sfociare in mare raccogliendo le acque del Vallone Buonanotte che si origina alla base del Colle Mandorlo e del Vallone Strampalato, quest’ultimo sorge alla base dei colli Ramignano e Aglavizza. Il torrente ha un andamento sinuoso lungo tutto il suo percorso con un letto fluviale limoso misto a ciottoli e ghiaia. La sua portata è piuttosto modesta e la velocità di corrente è media. Il fosso San Tommaso scorre alla base dei versanti del Monte Vecchio e Colle Selvotta per circa 2,5 km prima di sfociare in mare. Il bacino idrico di modesta estensione riceve le acque dai sistemi idrici dei suddetti monti e da un affluente laterale, che sorge proprio alla base del versante nord-occidentale del Colle Selvotta. L’ecosistema di un corso d’acqua si basa su strette e delicate relazioni intercorrenti tra l’alveo bagnato e il territorio circostante, con cui scambia costantemente materia ed energia. Un corso d’acqua riceve dalle zone limitrofe sedimenti e materia organica tramite la vegetazione e i flussi idrici iporreici. Nelle strette connessioni naturali l’attività antropica s’inserisce come elemento di disturbo, intaccando la funzionalità della rete ecosistemica che regola l’attività biologica del corso d’acqua. Vista l’importanza che torrenti e fossati presenti nel sito hanno nel mantenimento di rare formazioni vegetali e nella presenza della testuggine palustre (Emys orbicularis Linnaeus 1758), insieme ad un’abbondante fauna ornitica, è importante conoscerne lo stato di salute al fine di programmare un’attenta e accorta gestione volta al mantenimento degli obbiettivi di conservazione della riserva. Lungo il litorale abruzzese gli ecosistemi naturali sono in pratica scomparsi a causa del “consumo di suolo” dovuto, per lo più, alla disordinata urbanizzazione e alla concentrazione di strutture balneari, ma anche, da un punto di vista più generale, a causa dell’inquinamento idrico e marino e dell’abbondante introduzione di specie esotiche al posto di quelle autoctone. I sistemi naturali come quelli dunali, che comprendono le aree umide e salmastre, hanno una struttura “caotica” dove le interazioni tra gli organismi e l’ambiente sono complessi. Si tratta di un sistema biologico con un equilibrio termodinamico interno elevato, che corrisponde al massimo contenuto d’informazioni del sistema e al minimo di entropia. Questo significa, da un punto di vista energetico, che sono sistemi chiusi e non hanno bisogno di energia esterna per sopravvivere, poiché tutte le relazioni presenti all’interno contribuiscono alla dinamica di un proprio equilibrio cibernetico.

 

Marina di Vasto

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