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Presentazione riserve naturali regionali PDF Stampa E-mail

L’Abruzzo è la regione dei vasti paesaggi appenninici, ricca di biodiversità. I bacini vallivi che si aprono all'interno sono contornati dalle aspre creste dell'Appennino centrale. Le montagne rappresentano il 65% dell’intero territorio regionale dove, numerose sorgenti, danno origine ad una cospicua risorsa idrica (circa 950 milioni di metri cupi di acqua dolce). Verso la costa, al confine Nord con le Marche e a Sud con il Molise, le dorsali collinari argillose sono delimitate dalle valli dei fiumi Tronto e Trigno. Le campagne coltivate, spesso a confine con piccoli boschi termofili e più in alto con la foresta estesa di faggio, mostrano un paesaggio pregiato tipico del mosaico mediterraneo. L'Abruzzo è tra le regioni europee più ricche di aree naturali protette, come si evince dai principi generali dell'Art. 1 della L.R. 38 del 1996 della Legge quadro sulle aree protette: La Regione Abruzzo promuove, in maniera unitaria ed in forma coordinata, la protezione, la rinaturalizzazione e la riqualificazione del bene ambiente inteso quale insieme di fattori fisici e di organismi viventi considerati nelle loro dinamiche interazioni e di elementi antropici. La Regione Abruzzo considera l'ambiente come bene primario costituzionalmente garantito, attraverso la razionale gestione delle singole componenti, il rispetto delle relative condizioni naturali di equilibrio, la preservazione dei patrimoni genetici di tutte le specie animali e vegetali, anche al fine di considerare la natura maestra di vita per le generazioni future. Le riserve naturali regionali sono costituite da aree terrestri, fluviali, lacuali che contengono una o più specie naturalisticamente rilevanti della flora e della fauna, ovvero presentino uno o più ecosistemi importanti per la diversità biologica o per la conservazione delle risorse genetiche. La Regione ha definito e classificato le sue riserve naturali con l’Art. 19 della Legge quadro: Le Riserve naturali regionali sono costituite da zone del territorio regionale, anche di limitata estensione, che presentano, unitariamente considerate, particolare interesse naturalistico in funzione di una speciale tutela di emergenze geomorfologiche, floristiche, faunistiche, paleontologiche e archeologiche o di altri valori ambientali.

Le diverse riserve si distinguono in:

a) Riserva naturale integrale per la conservazione dell'ambiente naturale nella sua integrità con l'ammissione di interventi finalizzati esclusivamente alla ricerca scientifica;

b) Riserva naturale guidata: per la conservazione e la ricostituzione di ambienti naturali nei quali è consentita una razionale attività agricola, pascoliva ed una selvicoltura con criteri di sfruttamento naturalistici, nonchè forme di turismo escursionistico;

c) Riserva naturale controllata: per la conservazione di ambienti naturali in parte antropizzati, in cui siano consentite le attività di cui alla precedente lett. B.

d) Riserva naturale speciale: per la salvaguardia rigorosa di singoli ambienti di rilevante interesse naturalistico, genetico, paesaggistico, storico, umano o geomorfologico.

Le riserve regionali sono generalmente gestite dai Comuni che si avvalgono di Comitati di Gestione allargati ad altri enti, associazioni e cooperative. La Giunta regionale, con proprio provvedimento, in caso d'inerzia del Comune, può affidare la gestione della riserva naturale alla Provincia e può sostituirsi ad essa nel caso d'inerzia della stessa. Per gli interventi nelle riserve e per il loro funzionamento gli Enti gestori possono convenzionarsi con le associazioni i protezione ambientale, con Società e consulenti e Cooperative particolarmente qualificate in materia, con il Corpo Forestale dello Stato, con l'Università e con l'Istituto Zooprofilattico per l'Abruzzo e Molise "G. Caporale". Negli ultimi 24 anni sono state istituite 25 riserve naturali regionali, mediamente una ogni anno, 13 sono le riserve guidate, 5 quelle controllate, 1 speciale, 1 orientata, 1 di interesse provinciale e 4 non classificate. Per quanto riguarda la distribuzione nel territorio 11 sono in ambienti di montagna, 6 in collina e 8 lungo la costa. Le riserve che tutelano gli ambienti umidi sono 8, i boschi 7, la spiaggia 5, le grotte 2, l’alta montagna 2 e i calanchi 1. Dieci riserve non superano 80 ettari, la più piccola è 28 ettari (Acquabella), la più grande 3164 ettari (Monte Genziana Alto Gizio). Nove riserve sono comprese in cento ettari di estensione, altre 9 tra i 100 e i 500 ettari, 2 tra 500 e 1000 ettari e 5 tra 1000 e 1500. Nove riserve sono senza un coordinamento di gestione, 7 hanno un direttore, 9 un coordinatore. Le riserve che hanno il Piano di Assetto Naturalistico approvato sono 12 su 25 e 13 hanno il centro di accoglienza dei visitatori.

 

 



Ultimo aggiornamento Venerdì 04 Giugno 2010 09:29
 
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