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La Riserva

 I Monti Carseolani comprendono un gruppo montuoso di natura calcarea al di sotto dei 2000 m di altitudine, con faggete estese nei pendii e nelle conche carsiche, al confine con il Lazio e l’Abruzzo, a nord-est di Carsoli, in provincia dell’Aquila. Al centro il valico dei Colli di Montebove mette in comunicazione il bacino dell’Imele con il Piano del Cavaliere, dove nasce il fiume Turano. L’azione carsica diventa evidente a nord del monte Guardia d’Orlando (1.315 m s.l.m.), dove si aprono vaste e interessanti cavità. La cavità principale, dopo le Grotte di Pietrasecca, è l’inghiottitoio della Luppa a Sante Marie. Il nome del Comune di Sante Marie deriva da un antico documento: Altum Sanctae Mariae dove si cita un tempio posto su un luogo elevato. All'aggettivo Altum è legato il termine sottinteso Castrum con cui i romani indicavano un insediamento difensivo, generalmente su un’altura. In una bolla con l'araldica comunale si trova infatti la citazione: Alto Castro S. Marie. L'odierno nome Sante Marie deriva dalla pronuncia del genitivo latino, mentre la traduzione più corretta dei testi antichi dovrebbe essere Alto Castello di Santa Maria. L'agricoltura, l'allevamento e la gestione dei boschi rappresentano le principali fonti di sostentamento della popolazione di Sante Marie, divenuto comune nel 1809, dopo la riforma del re di Napoli Gioacchino Murat. Sante Marie si sviluppò ulteriormente, fino a superare nel 1850 mille abitanti, tra questi 839 erano contadini. Dopo l’Unità d’Italia nel 1861, nel territorio di Valle della Luppa di Sante Marie, il generale borbonico Josè Borjes che era stato alleato del brigante lucano Carmine Crocco inseguito dai piemontesi, non sopravvisse al furioso combattimento. L’inghiottitoio di Luppa, con il suo torrente sotterraneo dal carattere alternato a tratti irrequieto oppure calmo, è una cavità complessa, nascosta tra i boschi difficile da localizzare. L’inghiottitoio è sempre stato nell’immaginario degli speleologi con il suo torrente sotterraneo ‘facile alla collera’, che da millenni ha plasmato il divenire geomorfologico dell’area. L’origine del toponimo Luppa, da cui trae origine il nome della grotta, è abbastanza oscura, poiché sono molto rare le fonti reperibili. È presente in una memoria di Phoenobio (1678) e in una carta di Revillas (1735) dove apparirebbe la testimonianza dell’esistenza di una notevole circolazione idrica sotterranea. Potrebbe derivare dal nome dialettale dell’upupa o forse dal latino ‘lapis’, per la natura aspra e desolata delle rocce del monte Guardia d’Orlando. Numerosi sono stati i tentativi di esplorazione dell’inghiottitoio. Le notizie disponibili attestato che la prima esplorazione fu compiuta dal Circolo Speleologico Romano (Franchetti, Datti, Pitromacchi, Leva), nel 1929, che ha permesso la percorrenza anche del ramo sinistro, oggi completamente ostruito. Da allora si sono succedute numerose spedizioni speleologiche arrivando a percorrere 1.200 metri di grotta, ma solo nel 1955, grazie al superamento di alcune colate calcitiche, tra e quali la cosiddetta Fontana Candida, ha permesso di individuare nuovi ambienti, particolarmente ricchi di speleotemi, e con indizi morfologici significativi che fanno presupporre che la grotta abbia uno sviluppo più ampio di quello conosciuto che ammonta a 2.000 metri. La grotta si trova immersa nell’ampio bosco di Sante Marie. Per accedervi è necessario percorrere il letto ciottoloso del torrente che vi conduce le acque. Dall’androne ampio e imponente si accede ad un breve diverticolo a sinistra che assume la denominazione di galleria dei Tricotteri. Da qui inizia una sequenza di ambienti sotterranei caratterizzati da marmitte e piccoli salti, ove si configurano numerosi gruppi di concrezioni, mentre le pareti connotano un ambiente molto stretto intervallato da alcuni laghi. Per giungere al Gran Salto (-22 m.), impossibile nei periodi di piena, è necessario superare il cosiddetto pseudosifone. Da qui si procede verso nuovi salti e piccoli laghi. Di difficile accesso la grotta continua il suo sviluppo nell’ affascinante buio del sottosuolo. Per raccontarla con le parole di Ezio Burri: L’andamento della cavità tende a questo punto ad ascendere, raggiungendo il Pozzo Patrizi ed il sottostante Lago Pasquini, ma è solo un termine di passaggio, poiché, risalendo la Fontana Candida e superata con una nuova arrampicata un’ulteriore barriera di concrezioni, alla quale segue una notevole strettoia, ecco profilarsi la Galleria delle Meraviglie, una teoria di ambienti molto concrezionati la cui cesura, lungi dall’essere conclusiva, promette nuove emozioni alle future esplorazioni. La Riserva naturale Grotte di Luppa è stata istituita dalla Regione Abruzzo con l’art. 138 della Legge Regionale n. 6 dell’8 febbraio 2005: è istituita, ai sensi della L.R. 38/1996 e previo parere del Comitato Tecnico-Scientifico, una Riserva naturale controllata nella zona conosciuta come Grotte di Luppa, sita nel territorio del Comune di Sante Marie. le aree individuate per la suddetta riserva si estendono per circa 30 (trenta) ettari, previste dalla Delibera del Consiglio comunale di Sante Marie n. 9 del 26.2.1993. Il comune di Sante Marie organizza da oltre 30 anni la Sagra della Castagna per valorizzare uno dei prodotti più importanti del bosco.

 

Grotta della Luppa

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