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Flora e faunaLa Direttiva Europea 92/43/CEE tutela la biodiversità degli habitat naturali. Anche la riserva naturale del Borsacchio conserva i valori naturalistici tutelando alcuni preziosi endemismi delle dune come l’Euphorbia terracina e persino una nuova specie di fungo legata al leccio, il Boletus martaluciae Piacioni, 1996. Ed lo stesso Giovanni Pacioni dell’Università dell’Aquila a fornirci una breve descrizione della riserva: “E’ l’unico ambiente costiero della Regione Abruzzo con la serie di vegetazione psammofila, dalla duna pioniera ad un retroduna consolidato con preziosi endemismi vegetali, anche secolari, di Leccio (Quercus ilex) e Pino d’Aleppo (Pinus halepensis). All’interno della superficie non ancora devastata sono state rilevate ben cinque specie di notevole importanza fitogeografica per l’estrema rarefazione lungo la costa dell’intero Adriatico italiano: il “giglio di mare” (Pancratium maritimum), la splendida Calystegia soldanella, Polygonum maritimum, Verbascum niveum garganicum e Iris fetidissima. Tra gli animali presenti stabilmente si annoverano diversi mammiferi roditori ed insettivori e sono molti gli uccelli nidificanti, fra i quali il Fratino, protetto dalla Direttiva 79/409 dell’Unione Europea. Pur nelle ridotte dimensioni l’area rappresenta una importantissima riserva di biodiversità, unico ed ultimo rifugio per numerose specie vegetali, animali e fungine”. Anche Gianfranco Pirone, illustre botanico dell’Università dell’Aquila, occupandosi del Borsacchio, ha sottolineato: “la presenza di elementi floristici di particolare importanza fitogeografica in relazione alla loro rarità e, tra i popolamenti vegetali sono meritevoli di attenzione come il nucleo di pineta e viale di lecci a Villa Mazzarosa, i frammenti di olmo-frassino e di pioppo bianco lungo il torrente Borsacchio, i nuclei e filari di roverella della fascia collinare, la vegetazione delle sabbie litoranee. Tutti questi ambienti dovrebbero essere scrupolosamente conservati, anche come serbatoi di germoplasma per futuri, auspicabili interventi di rinaturazione di alvei e altri habitat del territorio comunale”. La presenza della vita animale nella riserva è ricca di numerosi uccelli legati alle zone umide. Molte specie sono protette dalla Direttiva europea “Uccelli” del 1979. Nella foce del Tordino ma anche nelle zone limitrofe è facile osservare garzette, aironi bianchi maggiori, piro-piro piccoli e combattenti. Da alcuni anni il monitoraggio condotto dal WWF e dalla Stazione Ornitologica Abruzzese ha evidenziato la presenza nell’area di almeno sei coppie di fratino, un piccolo uccello che nidifica sulla sabbia e che è protetto dalla Convenzione di Berna (sulla conservazione della vita selvatica) e dalla Convenzione di Bonn (sulla conservazione delle specie migratorie). L’area si segnala poi per la ricchezza della fauna invertebrata con l’unica stazione della costa adriatica di un particolare coleottero Tenebrionide: il Catomus rotundicollis. |