
La fauna
Con circa 60 aree sorgentifere e una portata media di circa 7.000 l/s, le Sorgenti di Capo Pescara danno origine ad un biotopo straordinario e unico per la nostra regione. La limpidezza e la purezza delle sue acque svolgono un ruolo
determinante ed eccezionale per la vegetazione igrofila, idrofitica ed elofitica, nonchè per i tanti animali che la abitano.
L’area centrale della Riserva, dal punto di vista naturalistico, risulta essere la più importante. Essa è costituita da una zona umida, modellata da un ampio specchio lacustre, circondata da altre zone periferiche con acque più stagnanti che formano la zona palustre e parte del tratto fluviale che si forma subito dopo gli anzidetti ambienti.
Qui, grazie alle già citate proprietà delle acque, i processi fotosintetici avvengono anche a profondità di 4-5 m, garantendo così un’elevata produttività di fitoplancton, primo ed importante anello per la catena alimentare dell’ecosistema.
Con questa ricchezza ambientale, la fauna diventa la protagonista. In essa, infatti, vive una diversificata avifauna il cui insediamento, o momentaneo stazionamento, risiede nel gran valore che il biotopo costituisce.
Nell’intrigata vegetazione trovano rifugio i Rallidi, come l’elusivo porciglione (Rallus aquaticus), la gallinella d’acqua (Gallinula chloropus) e la folaga (Fulica atra), abbondante negli ultimi anni è l’Anatide germano reale (Anas platyrhynchos).
Tra i Podicipedidi si annovera come nidificante il tuffetto (Tachybaptus ruficollis).
L’area in esame garantisce inoltre un ottimo ambiente per molte specie di Anatidi che qui sostano durante i periodi di passo, e sono: l’alzavola (Anas crecca), la canapiglia (Anas strepera), il fischione (Anas penelope), il mestolone (Anas clypeata), il moriglione (Aythya ferina), la moretta (Aythya fuligula), la moretta tabaccata (Aythya nycora), mentre per la famiglia degli Ardeidi si annoverano, l’airone cenerino (Ardea cinerea), l’airone bianco maggiore (Egretta alba), l’airone rosso (Ardea purpurea), la garzetta (Egretta garzetta), la nitticora (Nycticorax nycticorax).
La folta vegetazione acquatica, a fragmiteto, agevola la nidificazione di molti uccelli della famiglia dei Silvidi, tra questi, in modo particolare: il forapaglie (Acrocephalus schoenobaenus), la cannaiola (Acrocephalus scirpaceus) e il cannareccione (Acrocephalus arundinaceus).
Nelle aree retrostanti, lungo le sponde e nel bosco, nidificano: il pendolino (Remiz pendulinus), il martin pescatore (Alcedo atthis) la ballerina gialla (Motacilla cinerea), il rigogolo (Oriolus oriolus), il picchio verde (Picus viridis), il picchio rosso maggiore (Picoides major), il torcicollo (Jynx torquilla), il cuculo (Cuculus canorus), l’occhiocotto (Sylvia melanocephala), la capinera (Sylvia atricapilla) e il picchio muratore (Sitta europeae).
Durante i passi migratori, lungo gli ambienti acquitrinosi e nei prati si possono osservare: la beccaccia (Scolopax rusticola), il beccaccino (Gallinago gallinago), il piro piro piccolo (Actitis hypoleucos), il piro piro boschereccio (Tringa glareola), il piro piro culbianco (Tringa ochropus), il combattente (Philomacus pugnax), il cavaliere d’Italia (Himantopus himantopus), lo svasso maggiore (Podiceps cristatus) e il falco di palude (Circus aeruginosus), mentre sono da ritenere sporadiche ed eccezionali le presenze del falco smeriglio (Falco columbarius), del lodolaio (Falco subbuteo) e del gufo di palude (Asio flammeus).
Meno rappresentati come numero di specie rispetto ad altri gruppi zoologici, i Mammiferi svolgono un ruolo importante e senz’altro fondamentale per l’intera biocenosi dell’area.
Tra gli Insettivori, comune è il riccio (Erinaceus europeaus), la talpa (Talpa caeca), il toporagno comune (Sorex araneus) e il toporagno d’acqua (Neomys fodiens).
Tra i Roditori, è presente lo scoiattolo (Sciurus vulgaris meridionalis), mentre più diffusi sono il ghiro (Glis glis), il quercino (Eliomys quercicus) e il moscardino (Muscardinus avellanarius).
Tra le arvicole sono presenti, la rossastra (Clethrionomis glareolus), quella terrestre (Arvicola terrestris) e quella del Savi (Pitymis savii).
Comuni sono i rappresentanti della famiglia dei Muridi, come il topo selvatico (Apodemus silvaticus), il topolino delle case (Mus musculus), il ratto nero (Rattus rattus) e il surmolotto (Rattus norvigicus).
Un tempo, negli ambienti termofili circostanti la Riserva, era presente l’istrice (Histrix aculeata), questo roditore notturno sembra essere scomparso definitivamente.
Frequente è la presenza della lepre (Lepus capensis).
Tra i Carnivori troviamo la volpe (Vulpes vulpes) come rappresentante della famiglia dei Canidi. Poi seguono i Mustelidi con varie rappresentanze, come il tasso (Meles meles), la faina (Martes foina), la puzzola (Mustela putorius) e la più piccola donnola (Mustela nivalis).
La lontra (Lutra lutra), un tempo presente a Capo Pescara e nei bacini circostanti come l’Aterno, il San Callisto e il Tirino, oggi risulta essere scomparsa come dalla maggior parte degli ecositemi fluviali nazionali.
Per ultimo tra i Mammiferi e da ricordare la presenza del cinghiale (Sus scrofa) che solo occasionalmente attraversa l’area della Riserva.
Tra gli Anfibi e con l’ordine degli Urodeli ricordiamo la bellissima salamandra appenninica o gialla e nera (Salamandra salamandra gigliolii), che nell’area naturale ama stabilirsi tra l’ambiente umido e la macchia termofila. Il tritone italiano (Triturus italicus) ed il tritone crestato (Triturus cristatus) e il tritone punteggiato (Triturus vulgaris) sono stati localizzati nelle aree circostanti lo specchio lacustre.
Tra gli Anuri è presente la raganella (Hyla intermedia), il rospo (Bufo bufo), la rana greca (Rana graeca) e la rana esculenta (Rana kl. ispanica).
I Rettili hanno colonizzato, seppur con poche specie, gran parte degli ambienti che la Riserva propone. Tra i Sauri annoveriamo l’orbettino (Anguis fragilis) la lucertola muraiola (Podarcis muralis) rinvenibile in ambienti più asciutti, la lucertola campestre (Podarcis sicula) presente un po’ ovunque e il ramarro (Lacerta bilineata) comune soprattutto sulle assolate colline circostanti.
Tra i Serpenti sono presenti la biscia dal collare (Natrix natrix) che più di tutti ama vivere vicino all’ambiente acquatico, il biacco (Coluber viridiflavus), presente ovunque, preferisce le zone più assolate e asciutte, insieme al saettone (Elaphe longissima).
Sono presenti inoltre la natrice tassellata (Natrix tassellata) e il cervone (Elaphe quatuorlineata).
In un ecosistema umido non può mancare la descrizione della classe che più di tutti è intimamente legata all’ambiente acquatico, i Pesci.
La specie con il maggiore risalto scientifico è senza dubbio la trota fario (Salmo trutta) che nello specchio lacustre e nel primo tratto di fiume sembra conservare ancora i caratteri della specie autoctona (P. Bianco, 1986), messa in serio pericolo da alcune specie alloctone per fini sportivi, come l’importata trota iridea (Oncorhynchus mykiss).
Di grande interesse scientifico per le sue complesse evoluzioni etologiche, è lo spinarello (Gasterosteus aculeatus) oggi in forte diminuzione. Altro piccolo pesce è la rovella (Rutilius rubilio) probabilmente autoctona, (Giustiniani, 1797-1816).
Nei due fiumi limitrofi, Pescara e Tirino e nei vari canali circostanti vive abbastanza diffusa, l’anguilla (Anguilla anguilla).
Interessante è la presenza nel bacino lacustre della lampreda di ruscello (Lampeta planeri), un vertebrato con corpo allungato, lungo circa 15 cm e con evidenti caratteri di primitività, appartenente alla classe dei Ciclostomi, famiglia Petromizontidi. Rarissimo in tutta Italia, trova a Capo Pescara le condizioni biologiche ideali per vivere e riprodursi con una popolazione stabile.
Della famiglia dei Crostacei è abbastanza frequente il gambero di fiume (Austropotamobius pallipes).
Scarse sono le notizie sugli insetti. Questa classe d’Invertebrati, comunque, gioca un ruolo importantissimo, costituendo una consistente parte di tutta la biomassa. La loro ampia valenza ecologica è determinta dalla capacità di conquistare una grande varietà di ambienti, con un ruolo rilevante nella catena alimentare. Il risultato è evidente e riscontrabile nel buono stato di numerosi gruppi zoologici, quali Uccelli, Anfibi, Rettili, Pesci e Mammiferi che di essi si nutrono.