Area protetta
Istituita con Legge Regionale nel 1999, la Riserva naturale si estende per 722 ettari tra la Valle Roveto ed il Parco Sirente-Velino: interamente compresa nel territorio di Avezzano, nasce per collegare con un parco urbano tutte le parti della città abbandonate e da recuperare. Nell’area protetta domina il bosco di pino nero –danneggiato da un incendio del 1993- ma sono presenti anche castagni e specie spontanee che tendono a ricolonizzare le radure. Abbondante è la presenza della Salvia officinalis, una varietà di salvia che cresce nei prati assolati. In questo ambiente vivono l’istrice, la lepre, la volpe e mammiferi come lo scoiattolo meridionale, scelto a simbolo della Riserva, la donnola e altri mustelidi. Fra i rapaci è presente la poiana e il grifone, recentemente reintrodotto dal Corpo Forestale nelle vicine aree protette. Sui monti della Riserva si può incontrare anche la farfalla Sloperia proto, rara in Italia, forse proveniente dall’est europeo. La Riserva è frequentatissima dai residenti che vi portano i bambini o la utilizzano per fare sport o passeggiate a piedi e in bicicletta. Sono poi da menzionare il vicino Santuario della Madonna di Pietraquaria, cui gli avezzanesi sono molto devoti, e gli antichi cunicoli di Claudio, nel Parco Archeologico di Angitia, interessante opera di ingegneria idraulica che permise l’iniziale prosciugamento del Lago del Fucino intorno al 50 d.C.
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