
Area protetta
La Riserva nasce nel 1998 per proteggere un tratto del corso del fiume Aterno che, tra i monti Mentino e Urano, ha scavato sei chilometri di gole. Due pareti di rocce calcaree strapiombanti si fronteggiano: nelle loro cavità fanno il nido il falco lanario, il pellegrino, il lodolaio e l’aquila reale. Nelle acque dell’Aterno vivono la rara trota macrostigma, l’anguilla e la lampreda; numerose le specie di uccelli acquatici fra cui rallidi come la folaga e la gallinella d’acqua, vari anatidi, il martin pescatore, il tuffetto e molti altri. Sono presenti piante acquatiche semisommerse –cannuccia di palude, coltellaccio- o fluttuanti come il sedano d’acqua e la brasca; sulle rive salici e pioppi si alternano agli ontani. Interessante anche la flora delle rupi che comprende il fiordaliso giallo, la Trinia glauca, la campanula di Cavolini. Sulle pareti riparate compaiono l’efedra, la dafne olivella e il bagolaro. In alto, dove la pendenza è minore, si sono formati prati aridi con Stipa e Bromus. Lungo i pendii più caldi prevale un bosco rado di roverella con terebinto e ginepro alternati a ginestra. Qui, fra radure e bosco si trovano il capriolo e il cinghiale. Non rari anche mustelidi e piccoli vertebrati. Di grande suggestione è l’eremo quattrocentesco di San Venanzio, costruito tra le due sponde e meta di escursioni e pellegrinaggi. L’eremo segna anche il confine tra il paesaggio delle gole e quello della pianura agricola ai bordi della quale affiorano numerose risorgive: fra queste si trovano sorgenti sulfuree. Interessante anche l’antico acquedotto di Corfinio scavato per un tratto nella parete rocciosa.
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